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Sull’interpretazione narrativa

traduzione di Florencia Lajer Baron Ricardo Piglia è morto a Buenos Aires il 6 gennaio scorso. “Lo straniero” ha spesso pubblicato e omaggiato il grande scrittore argentino, teorico eccellente della letteratura, analista preciso della situazione socio-politica del suo paese e della sua storia, e autore di romanzi di grande qualità e peraltro di grande successo e risonanza internazionali come Soldi bruciati e L’ultimo lettore, in italiano da Feltrinelli, e L’invasione, Respirazione artificiale e La città assente, da Sur.
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Per Anna

Anna Branchi, redattrice storica de “Lo straniero”, ci ha lasciati ieri. Anna aveva lavorato con la stessa, identica passione di sempre fino a pochi giorni fa. Con la maestria e la precisione a cui ci aveva abituati in tutti questi anni, aveva curato l’impaginazione, la redazione e l’organizzazione in ogni minimo dettaglio dell’ultimo numero della rivista, l’Almanacco dello Straniero, un volumone di circa 300 pagine uscito in libreria poche settimane fa, e si apprestava a curare la raccolta delle copertine di tutti i 200 numeri del mensile.…
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B. Pucci

Donne: per cosa battersi

  “Lo straniero” chiude e a me viene chiesto, quasi in dirittura d’arrivo, di “scrivere una breve cosa anche fuori dai denti da rubricare sotto Donne, in cui osservi lo stato delle cose senza le abituali demagogie maschili o femminili”.
E allora parto da qui, da queste demagogie, che hanno disegnato, per me e per le donne con cui divido da anni pensieri e azioni, una sorta di rocciosa extraterritorialità.…
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Y. Muñoz

Fair play: onde

  (traduzione di Matteo Campagnoli) Don Paterson (Dundee, 1963), poeta e musicista scozzese, vincitore di numerosi premi dal 1990 in avanti, cura i libri di poesia delle edizioni Picador e insegna letteratura inglese nell’università di St. Andrews, in Scozia. Apprezzato chitarrista jazz, conduce da anni il gruppo di jazz-folk Lammas insieme al sassofonista Tim Garland.
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M.A. Valdivia

Cinema italiano: la stessa pappa

  Ma esiste ancora un cinema italiano, un cinema che abbia una qualche identità e coerenza e coesione? Certo, la burocrazia spinge per il sì. Ogni anno il Ministero dello spettacolo ci offre le sue statistiche e per il 2015 risulterebbero prodotti ben 185 lungometraggi italiani, anche se una quarantina non avrebbero fatto la denuncia di inizio lavorazione alla Direzione generale del cinema: in soldoni, si sarebbe trattato di opere più o meno dilettantesche e amatoriali che non rientrano nei parametri ufficiali e relativi contributi o riconoscimenti vari.…
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G. Scarabottolo

Cultura: una deriva debordante

  La sensazione è che tutto sia diventato cultura.
Il mito della valorizzazione del patrimonio culturale, in Italia, e la sua “torsione” in termini produttivi ed economici sembra abbia fatto breccia. In tempi di magra (domanda calante, deflazione, ridimensionamento delle imprese, ristrutturazione del settore industriale e manifatturiero) si è cercato di raschiare il fondo del barile alla ricerca spasmodica di spazi da mettere a valore e di ottenere un ritorno economico da tutti i patrimoni inerti di cui disponiamo.…
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