Alessandro Leogrande

Danilo Santinelli

La sinistra italiana e Israele

    C’è una linea di frattura che corre attraverso Israele e il mondo della diaspora ebraica, in questi anni. Essa può essere illustrata da due episodi recenti. Il primo. L’11 gennaio 2015, a pochi giorni degli attentati terroristici nella redazione di “Charlie Hebdo” e nell’Hyper Cacher di Porte de Vincennes, si tiene a Parigi l’imponente manifestazione cui partecipano oltre tre milioni di persone.…
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Tullio Corda

I teorici dello Stato islamico e Primo Levi

Per capire il fascino esercitato dai jihadisti dello Stato islamico su molti ragazzi che dal Nord Africa all’Europa al Medio Oriente ingrossano le sue file, è importante leggere i loro testi. Non solo vedere i loro filmati di propaganda, l’ostentazione delle morte e delle bandiere nere, i richiami alla guerra santa contro gli infedeli, ma leggere proprio i loro scritti, le loro riflessioni, la loro visione del mondo.…
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copertina salvemini

La lezione di Gaetano Salvemini

  Pubblichiamo la prefazione di Alessandro Leogrande al volume edito da Cacucci e curato da Cesare Preti, Gaetano Salvemini e Giuseppe Patrono – Lettere 1948-1955. Ringraziamo il curatore e l’editore per aver concesso la riproduzione.   Un vecchio carteggio che emerge dalle carte di un archivio, e che per lungo tempo ha fatto compagnia ad altre carte sepolte dalle epoche e dal tempo, è spesso una miniera.…
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Alessandra De Cristofaro

Luiz Ruffato è uno scrittore non gradito

Sostiene Luiz Ruffato, autore di bellissimi romanzi tradotti in italiano da La Nuova Frontiera, che esistono due Brasili. Un “Brasile immaginario”, fatto di calcio, musica, samba, spiagge, la cui idea (sapientemente costruita) è funzionale al discorso comune dello Stato e delle élites politico-economiche che governano, o quanto meno provano a gestire, l’ascesa economica di questi anni, culminata con l’organizzazione, a breve distanza l’uno dalle altre, di un Mondiale di calcio e delle Olimpiadi.…
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Francesca Zoni

I nuovi muri

Di fronte all’arrivo dei profughi lungo la rotta balcanica (in particolare siriani e afghani) risorgono in Europa nuovi muri materiali e mentali. Non c’è solo quello fisico, di filo spinato, eretto lungo il confine ungherese. Non c’è solo il cumulo di restrizioni che si alimenta di giorno in giorno in Slovenia, Croazia, Repubblica ceca, Slovacchia… Alle spalle di tutto ciò sembra risorgere idealmente la vecchia cortina di ferro.…
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