Buoni propositi

LOGOBenché minoritaria, anche per nostra scelta, l’esperienza di “Lo straniero” è servita e serve a tenere viva l’informazione e la discussione sui guai del pianeta e a contribuire alla formazione di giovani particolarmente attivi nello studio e nelle arti, spesso coinvolti in esperienze pratiche e continuate nel campo dell’intervento sociale. Il numero dei collaboratori è cresciuto anche perché non ci sono più in Italia riviste che non siano specialistiche o settoriali, o istituzionali, o finanziate da precisi gruppi di potere e rispondenti ai loro interessi. O fanzine, queste in numero elevatissimo, di carta o on line.

D’altra parte, l’assenza di grandi figure intellettuali ascoltate da molti – è finito il tempo degli Sciascia e dei Calvino, dei Pasolini e delle Morante, dei Levi e dei Fortini – rende sempre più difficile il passaggio di idee e riflessioni che siano adeguate alle difficoltà dei tempi e alla lettura delle mutazioni in atto a un numero di lettori fortemente motivati. Contemporaneamente, però, l’urgenza di dire cose pensate e studiate seriamente sulla base di esperienze sociali, umane, intellettuali forti, fa sì che aumenti il numero, non tanto, ahinoi, dei nostri lettori quanto degli aspiranti collaboratori, anche in ragione dell’estrema miseria del giornalismo contemporaneo e dell’estrema separatezza dell’accademia dai bisogni sociali più impellenti, dalla conoscenza più utile.

Ci capita di constatare quotidianamente, per altro, come il mondo del giornalismo – che ha fagocitato gran parte dell’editoria e delle idee correnti – sia povero di proposte, supino nei confronti delle mode, servile anche quando si diletta nella denuncia di questa o di quella stortura nazionale. Ci capita però, allo stesso tempo, di constatare come dall’accademia, o meglio da una piccola (o minima) parte di essa che tiene duro e che crede ancora nella sua originaria funzione di ricerca e di formazione, continuino a venire proposte di grande interesse, studi (di professori come di allievi) necessari, importanti.

Purtroppo però la rivista ha le sue regole e scadenze, ed è sottoposta sempre di più ai ricatti della storia, alla necessità di informare e ragionare sul presente, sull’attualità. Lo spazio che è possibile dedicare alla riflessione più solida e meno “cronachistica”, tradizionalmente presente nella sezione che abbiamo chiamato “Orizzonti”, è sempre più ristretto, e praticamente scompare di fronte all’ampliamento dello spazio delle sezioni che abbiamo chiamato “Persuasioni” (l’attualità politica e sociale, nazionale e internazionale) e “Arte e parte” (l’attualità artistica, nei vari settori della cosiddetta creatività).

Abbiamo così pensato di rinnovare il sito web di “Lo straniero” dedicandone una parte alla riflessione e alla ricerca meno condizionate dall’immediato, perché:

  1. a) ne sentiamo fortissimamente il bisogno;
  2. b) pochi lo fanno con motivazioni non legate a interessi specifici, di carriera e di gruppo;
  3. c) ancora più rari sono gli spazi che permettono ai migliori tra i giovani studiosi di pubblicare i risultati delle loro ricerche.

È ovvio che pensiamo a ricerche riguardanti soprattutto il nostro confuso presente, i problemi che il mondo ha di fronte e le conoscenze di cui avrebbe bisogno, e non l’astrazione anche quando di alto livello.

Di conseguenza abbiamo invitato professori e studenti di cui conosciamo l’“ostinato rigore” scientifico ma anche la peoccupazione sincera per lo “stato delle cose”, a proporci per questo sito articoli e saggi che possano interessare i nostri lettori (o un lettore mediamente colto e mediamente preoccupato dei destini del paese e del mondo) e a segnalarci ricerche e studi di giovani di valore, che possano essere interessanti a entrare in contatto con la rivista e con la sua rete.

Leggeremo e discuteremo proposte e saggi e risponderemo nel più breve tempo possibile.

 

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