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Houellebecq che legge nel futuro

Michel Houellebecq è uno scrittore di idee – toccato dall’esistenzialismo quando è al suo meglio, e dai romanzi a tesi quando si allontana dall’urgenza che ce lo fa sentire amico persino se siamo in disaccordo con lui. L’idea alla base di Sottomissione è geniale quanto a forza destabilizzante, ma è pure la risorsa migliore del libro.…
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I “fondali bassi” di Ferrante

In una lettera non spedita a Goffredo Fofi, che dopo l’uscita del film di Martone tratto da L’amore molesto le chiedeva di parlare del suo rapporto con Napoli, Elena Ferrante ricorre  al linguaggio metaforico descrivendo la città come “prolungamento del corpo… matrice della percezione… termine di paragone di ogni esperienza”.…
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Su Marchesini e Tricomi

Matteo Marchesini e Antonio Tricomi hanno mandato in libreria due volumi di critica che insieme fanno più di novecento pagine (rispettivamente: Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia, Quodlibet 2014, pp. 536; Nessuna militanza, nessun compiacimento. Poveri esercizi di critica non dovuta, con prefazione di Nicola Lagioia e postfazione di Goffredo Fofi, Galaad 2014, pp.…
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Il voto in Emilia

Proviamo a riflettere a freddo su un episodio recente, di rilevanza solo apparentemente locale, che offre chiavi di interpretazione utili a comprendere la situazione politica nazionale e i suoi possibili sviluppi e che il ceto politico ha irresponsabilmente collocato nel dimenticatoio.…
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I militanti jihadisti

Come molti uomini e donne di ogni parte del globo a poche ore dalla strage anche a me è venuto di dire immediatamente, istintivamente: “Io sono Charlie”. Ma sono anche ebreo, vorrei aggiungere. Guardando le immagini in tv, ho pensato che uno degli slogan più belli del Maggio francese, subito dopo l’espulsione di Daniel Cohn Bendit dal paese, fu “Siamo tutti ebrei tedeschi”; e che nei giorni tremendi di inizio gennaio il radicalismo jihadista si è scagliato non solo contro gli ebrei per il solo fatto di essere ebrei, contro chi faceva gli ultimi acquisti in un market kosher prima del sabato, ma anche contro uno dei prodotti più irriverenti e libertari dell’onda lunga di quel medesimo Maggio: un giornale come “Charlie Hebdo”.…
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Satira e sangue

Se si esclude Altan, che più che satira politica fa, ci pare, satira antropologica, la tradizione italiana è stata raramente comparabile con quella francese, la sua irriverenza è stata più cauta e generica, anche nei grandi (Maccari, Longanesi…), o più sbracata (dal “Travaso” al “Candido”, da Forattini al “Cannibale”), troppo interna alla logica degli schieramenti sia quand’era di destra che quand’era di sinistra.…
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Su Siegfried Lenz

Al tumulto mediatico suscitato in queste settimane sulle terze pagine dei maggiori quotidiani tedeschi dall’uscita del nuovo lavoro autobiografico di H. M. Enzensberger ambientato negli anni della contestazione e intitolato per l’appunto Tumult (Suhrkamp), fanno da contraltare i numerosi contributi di commiato da uno dei più letti e significativi rappresentanti della letteratura tedesca dal Dopoguerra ai giorni nostri: Siegfried Lenz.…
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