Premio 2006 – Tricase (LE)

Giuria

Presidente: Maurizio Braucci.

Giurati: Cecilia Bartoli, Marcello Benfante, Anna Branchi, Marisa Bulgheroni, Roberta Carlotto, Luigi De Luca, Bruna Filippi, Goffredo Fofi, Piergiorgio Giacchè, Vittorio Giacopini, Alessandro Leogrande, Franco Lorenzoni, Giulio Marcon, Emiliano Morreale, Maria Nadotti, Claudio Pedone, Georgette Ranucci, Luca Rastello, Paola Splendore, Edoardo Winspeare, Dario Zonta. Il premio è stato assegnato all’interno del festival salentino Negroamaro.

Premiati

 


 

Nino De Vita

Nato a Marsala nel 1950 vive un’esistenza dedicata alla poesia in lingua siciliana, con pubblicazioni in gran parte autoprodotte, nonostante il plauso costante della critica specializzata. Della sua poesia si sono occupati tra gli altri: Maria Attanasio, Vincenzo Consolo, Alessandro Fo, Franco Loi, Dante Mafia. È autore di Fosse Chiti (Lunarionuovo/Società di poesia), Cutusìu e Nnòmura (Mesogea). Per Orecchio Acerbo ha pubblicato nel 2006 Il cacciatore.

La motivazione: Poeta dialettale appartato, il migliore dei suoi anni con il compianto Gabriele Baldini, ha narrato con la trilogia Cutusìo, Cùntura (Storie) e Nnòmura (Nomi) edita dalla casa editrice messinese Mesogea il paese e gli abitanti e la natura di Cutusìo (Marsala) in poesie di limpida e pudica e a suo modo crudele e lucida narrazione. Prive di idealizzazioni nostalgiche, rette da un’intensa partecipazione alle difficoltà delle persone, degli animali, delle stesse cose, la loro solida morale civile e il loro controllato lirismo fanno di De Vita uno dei nostri maggiori poeti contemporanei.


 

Carlo Verdone

Romano, classe 1950, come attore è stato diretto da Bernardo Bertolucci e Alberto Sordi. Come regista, fra i suoi film, dal 1979: Un sacco bello, Bianco, rosso e Verdone, Compagni di scuola, Maledetto il giorno che t’ho incontrato, Viaggi di nozze, C’era un cinese in coma, Ma che colpa abbiamo noi, L’amore è eterno finché dura.

La motivazione: Attore, sceneggiatore e regista cinematografico ha con costanza e insistenza proseguito nella strada oggi sempre più inquinata e difficile della “commedia di costume” o “all’italiana”, unico degno erede dei grandi attori del passato e in particolare di Sordi, ma anche di sceneggiatori come Age e Scarpelli, di registi come Comencini, Monicelli, Risi. Il suo ultimo film, Il mio miglior nemico, è quello che ha colto con più pregnanza i dilemmi di una società che comincia, finalmente, a vergognarsi di sé. È un grande attore comico in grado di impersonare una varietà di personaggi significativi del nostro contesto, ma non è certamente questo il suo solo talento.


Alberto Capitta

Nato a Sassari nel 1954, ha fondato nel 1981, insieme a Elda Broccardo, Ariele Laboratorio, nucleo teatrale del quale è direttore artistico, regista, attore. È autore di vari testi teatrali e dei romanzi Il cielo nevica (Guaraldi, poi Il Maestrale) e Creaturine (Il Maestrale, poi Frassinelli).

La motivazione: È il meno noto, ma uno dei più interessanti tra gli scrittori di una straordinaria fioritura sarda, il fenomeno più ragguardevole e il meno studiato nelle nostre lettere, che ha dato scrittori importanti e ormai ben noti come Angioni, Todde, Fois, Niffoi e molti altri, proposti spesso dalla coraggiosa casa editrice nuorese Il maestrale. Il suo romanzo Creaturine è incantevole per la sua apertura fiabesca, per la sua attenzione al paesaggio, per la ricchezza e diversità delle sue figure. Quello di Capitta è un nome su cui si è sicuri di poter contare.


Roberto Saviano

Nato a Napoli nel 1979, collabora con “L’espresso” e “la Repubblica”. I suoi racconti e i suoi reportage sono apparsi su “Nuovi Argomenti”, “Nazione Indiana”, “Sud”, e si trovano in diverse antologie fra cui Best off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum fax), e Napoli comincia a Scampia (L’ancora del mediterraneo). La pubblicazione, nel 2006, di Gomorra (Mondadori) gli è valsa diversi premi e lo ha costretto a vivere sotto scorta.

La motivazione Ha esplorato l’entroterra campano e raccontato “dal vero” il fenomeno della camorra nelle sue più recenti evoluzioni, senza le ipocrisie moralistiche e la faciloneria della gran parte dei giornalisti e dei politici che si sono occupati del fenomeno, e secondo un metodo di narrazione originale e convincente, quello di una non-fiction che però ha le arditezze e la forza della migliore fiction. Gomorra è un’inchiesta ma è anche qualcosa di più, e ci aiuta a conoscere e a capire meglio il paese in cui, volenti o no, noi dobbiamo vivere, e può aiutarci a individuare i modi in cui potremmo reagire.


Hamelin

Associazione culturale fondata a Bologna nel 1996 si occupa da oltre dieci anni dello studio e della promozione culturale della letteratura per ragazzi, dell’illustrazione e del fumetto. Tra le attività che più si sono consolidate: la rivista quadrimestrale “Hamelin. Storie Figure Pedagogia”, strumento di riflessione sui settori di competenza dell’associazione; Xanadu, un concorso di lettura rivolto alle terze medie e alle scuole superiori; Bilbolbul, festival internazionale di fumetto.

La motivazione: Rivista bolognese che ha raccolto attorno a Emilio Varrà un gruppo di validissimi educatori di nuovo tipo (Edo Chieregato, Liliana Cupido, Nicola Galli Laforest, Paolo Lambertini, Giordana Piccinini, Federica Rampazzo, Ilaria Tontardini e altri), i quali hanno saputo portare in tante scuole, dall’esterno, un soffio vitale, proponendo agli studenti ampie e appassionate perlustrazioni degli immensi territori della narrativa e dell’illustrazione in tutte le loro forme e varianti e soprattutto quelle contemporanee. Non l’idolatria della “comunicazione di massa”, ma la riscoperta di modi antichi e la scoperta di modi nuovi per esercitare la grande virtù giovanile della curiosità.


Chi rom… e chi no

Costituitosi a Scampia, periferia nord di Napoli, nel 2001, ha attivato un processo culturale-pedagogico rivolto ai bambini, ai giovani e agli adulti napoletani e rom di quel territorio, attraverso la promozione e l’organizzazione di eventi diversi.

La motivazione: Il gruppo napoletano è formato da giovani (Barbara Pierro, Biagio Di Bennardo, Alessandra Di Fenza, Marco Marino, Emma Ferulano, Daniela Iennaco, Antonio Stornaiuolo, Maurizio Gallo) che hanno portato il loro entusiasmo in situazioni difficili dell’emarginazione rom e non rom all’interno di quartieri “a rischio”, come si vuole ancora considerare Scampia, Secondigliano e altri, che si trovano alle porte di Napoli ma sono ancora esclusi dalla vita sociale e culturale della città. “Chi rom… e chi no” vuol dire anche “chi dorme… e chi no”. La loro ultima presenza è stata quella di “mediatori” ed educatori nel bellissimo progetto “Arrevuoto” sostenuto dal teatro Mercadante di Napoli e diretto da Marco Martinelli con i ragazzi delle scuole e del campo rom di Scampia.


 

Ermanna Montanari

Nata a Campiano nel 1956, è fondatrice con Luigi Dadina, Marco Martinelli e Marcella Nonni del Teatro delle Albe nel quale opera dall’83 come attrice, autrice, e scenografa. Tra gli spettacoli che la vedono protagonista, 1989-2006: Bonifica, I Refrattari e I Polacchi di Marco Martinelli (per quest’ultimo, premio Golden Laurel come miglior attrice al Festival di Sarajevo), Lus e L’isola di Alcina di Nevio Spadoni (che le è valso nel 2000 il premio Ubu come miglior attrice italiana) e La mano di Luca Doninelli. È del 2006 il dittico sul male composto da Sterminio di Werner Schwab e LEBEN di Marco Martinelli.

Premio Carmelo Bene a Ermanna Montanari: attrice del ravennate Teatro delle Albe, grande interprete di L’isola di Alcina e La mano, sperimentatrice delle possibilità e del potere della voce umana, che è a suo modo la migliore continuatrice di una ricerca di cui Carmelo è stato iniziatore e maestro. Ermanna Montanari è, a parere della giuria, la più spericolata e formidabile attrice del teatro italiano contemporaneo, ma al contempo è membro di un gruppo di cui segue il destino con ammirevoli costanza e modestia; agli spettacoli più “suoi” come i citati, ha aggiunto la partecipazione a quelli del gruppo con altre memorabili interpretazioni, dalla Mère Ubu de I Polacchi alla Titania del Sogno di una notte di mezza estate.

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