Premio 2007 – Ravenna

Giuria

Presidente: Ermanna Montanari.

Giurati: Cecilia Bartoli, Anna Branchi, Goffredo Fofi, Vittorio Giacopini, Stefano Laffi, Alessandro Leogrande, Roberto Magnani, Giulio Marcon, Marco Martinelli, Luigi Monti, Maria Nadotti, Stefano Ricci, Alessandro Triulzi, Rodolfo Sacchettini, Cristina Ventrucci, Giovanni Zoppoli.

 

Premiati


 

Mario Monicelli

Nato a Viareggio nel 1915, critico cinematografico dal ’32, attivissimo anche come sceneggiatore, ha esordito ufficilmente nella regia nel ’49 in coppia con Steno con Totò cerca casa, primo di una serie di film realizzati su misura per Totò. Dal 1953 lavora da solo, firmando alcuni capolavori del dopoguerra italiano: I soliti ignoti, La grande guerra (Leone d’Oro a Venezia nel ’59), I compagni, L’armata Brancaleone, La ragazza con la pistola, Romanzo popolare, Amici miei, Speriamo che sia femmina, Parenti serpenti. Le rose del deserto è del 2006.


La motivazione
Con sorprendente vitalità ha girato ancora un film degno dei suoi capolavori, Le rose del deserto coerente con la sua visione dell’Italia e della sua storia sbilenca. Se La grande guerra resta il miglior film della cinematografia italiana sul ’15-’18, Le rose del deserto è certamente il più giusto sulla seconda guerra mondiale combattuta fuori dai confini della nazione, su una classe dirigente, militare e no, sempre grottesca, su un popolo scombinato di cui si è oggi perduta la parte generosa e vitale. In linea contraria al gran parlare ipocrita che si va facendo sugli “italiani”.


 

Marisa Bulgheroni

Nata a Como nel 1925 ha esordito scrivendo ritratti e storie di viaggio (da Egitto, Israele, Urss, Usa) per “Comunità” e per “Il Mondo” di Pannunzio. Americanista in varie università, ha fatto conoscere in Italia la narrativa del dopoguerra (Il nuovo romanzo americano, Schwarz 1960 e I beats, Lerici 1962). È del 1996 la raccolta di racconti Apprendista del sogno (Donzelli). Autrice di numerosi saggi sui miti e le immagini del femminile, ha curato per I Meridiani di Mondadori Tutte le poesie di Emily Dickinson della quale ha narrato la vita nel volume Nei sobborghi di un segreto.

La motivazione Eccelsa studiosa di letteratura statunitense, cresciuta alla scuola morale di Adriano Olivetti, si è decisa non più giovane a seguire una vocazione narrativa rara e profonda, sostanziata da una straordinaria cultura. Dopo una splendida biografia di Emily Dickinson ha scritto con Un saluto attraverso le stelle (Mondadori) un romanzo “storico” al femminile, una interpretazione lucidamente sentimentale e morale del periodo più duro e crudele della nostra storia del Novecento, gli anni ’43-’45 della Repubblica di Salò.


Franco Loi

Nato a Genova nel 1930, vive a Milano dal ’37. Ha pubblicato vari saggi e raccolte di poesie. Tra queste, dal 1973: I cart (Edizioni 32), Poesie d’amore (Edizioni Il Ponte), Lünn (Edizioni Il Ponte), Bach (Scheiwiller), Liber (Garzanti), Memoria (Boetti & C.), Umber (Manni), Arbur (Moretti & Vitali), L’angel (Mondadori), Verna (Ass. Edizioni Empiria), Amur del temp (Crocetti), El vent (Campanotto), Album di famiglia (LietoColle), Stròlegh, Teater, L’aria, Isman e l’antologia Aria de la memoria (Einaudi).

La motivazione Poeta milanese, e dialettale, ha cantato da anni (di recente con il dolente coro dei dimenticati e perduti di Voci di osteria), e con puntiglioso radicamento, un popolo e una cultura travolti dal progresso, distrutti dalle sirene del consumismo. Acri e dolenti, i suoi versi partono da una grande tradizione (Porta, Tessa…) per narrare una vita metropolitana disastrata, la sconfitta di un mondo, attento al magistero dei più coscienti poeti della Milano “in lingua”, da Fortini e Sereni a Raboni e Majorino.


 

Giancarlo Gaeta

Romano, del 1942, ha vissuto a lungo a Bologna. Ha pubblicato studi sul Nuovo Testamento e di storia dell’interpretazione scritturistica antica, nonché saggi sul pensiero filosofico-religioso del Novecento, in parte raccolti in Religione del nostro tempo (Edizioni e/o). Per Adelphi ha curato l’edizione italiana dei Quaderni di Simone Weil e di altre sue opere. Nel 2006 ha pubblicato da Einaudi un’edizione dei Vangeli con testo a fronte e commento. Attualmente vive a Firenze dove insegna Storia del cristianesimo antico.

La motivazione Emerito studioso di Simone Weil in dialogo con i grandi teologi e filosofi del nostro tempo, ha osato l’inosabile con una nuova traduzione dei Vangeli, il libro fondamentale della nostra storia, analizzato interrogato spiegato con eccezionale competenza. Il suo è un lavoro di enorme serietà, svolto in un contesto di superficiali revival modaioli e nell’innegabile decadenza delle chiese, nel pieno della diffusione di contrapposti fanatismi. La complessità del messaggio di Gesù ha trovato un interprete straordinariamente competente e onesto, di e per il nostro oggi.


 

Rosa Matteucci


Nata a Orvieto nel 1960, vive a Genova. Con Lourdes ha ottenuto nel ’98 il riconoscimento per l’opera prima del Premio Bagutta e del Premio Grinzane Cavour. Nel 2003 è apparso Libera la Karenina che è in te e nel 2006 Cuore di mamma, tutti per Adelphi.

La motivazione È una delle voci più sicure, originali e necessarie del romanzo italiano, evocatrice di un mondo provinciale, di un’Umbria però universale per le sue solitudini e miserie, con una lingua di originale sottofondo dialettale, e dal punto di vista di un’alienazione senza riscatto, di tragicomica sofferenza. È certamente più vicina a Gogol’ e a Cechov che alla maggior parte dei suoi “colleghi” italiani, di arzigogolato o mercantile conformismo, è una delle voci più mature e sicure della nostra letteratura.


Leila Marzocchi

Nata a Bologna nel ’59, dall’85 si occupa di illustrazione e fumetto. Suoi lavori sono stati pubblicati da diversi quotidiani e riviste in Italia e all’estero, tra cui “Fuego” di cui è stata fondatrice. Ha disegnato anche scenografie per il teatro e storyboard per il cinema. Tra i suoi libri: Bagolino Monogatari (Centro Fumetto Andrea Pazienza), Il camioncino Rosso (Biber), Luna, L’enigma e Niger (Coconino Press). In collaborazione con lo sceneggiatore croato Pinko Zeman sta realizzando il nuovo romanzo grafico Dieci elegie per un ossobuco.

La motivazione Tra le maggiori autrici europee di fumetto (e di graphic novel, come oggi si dice), è la più brava delle italiane con Giandelli e Ghermandi. Come loro ha saputo inventare e illustrare un piccolo universo personalissimo e affascinante, che ha al centro la Mummia, una variante ironica e malinconica della Mummia dei film d’orrore, pateticamente spaesata nella società maggioritaria, su sfondi di un espressionismo straniato da una sensibilità sotterraneamente inquieta, di inespressa tenerezza.


 

Marina Spada

Nata a Milano nel ’58, produttrice, regista e docente alla Scuola di cinema della stessa città, ha iniziato l’attività professionale nel ’79 come assistente alla regia di Benigni e Troisi. Ha collaborato con le principali case di produzione pubblicitarie, ha diretto servizi televisivi e diversi corti e documentari, con una particolare attenzione alle biografie d’artista. Tra i suoi lavori, il cortometraggio L’Astice – con cui ha vinto numerosi premi – e i due lungometraggi Forza cani e Come l’ombra.

La motivazione Il cinema italiano è fatto da una corporazione conformista e mediocre, ma ai suoi margini è ancora possibile scoprire autori originali e controcorrente come Marina Spada, che in Come l’ombra ha messo a confronto in un’estiva Milano ricca e desolata, memore di quella antonioniana, due personaggi femminili – un’autoctona e un’immigrata – di accettata o di irrequieta solitudine. Con una partecipe e coinvolta attenzione al ritmo e all’immagine come mezzi essenziali alla definizione di ambienti e psicologie.


 

Massimiliano Civica

Nato a Rieti nel 1974, ha collaborato col Teatro della Tosse e il Teatro del Piccione di Genova, e col Teatro Potlach di Fara Sabina. Tra i suoi spettacoli come regista, dal 2002: Serenata, Un leggero malessere, Andromaca, Ai fantoccini meccanici, Grand Guignol, La Parigina, Farsa, Il mercante di Venezia. Tiene lezioni e seminari presso le cattedre di Storia del Teatro e Storia della Danza e del Mimo all’Università La Sapienza di Roma. Collabora con Tonino Conte alla direzione artistica del Teatro della Tosse di Genova.

La motivazione Regista tra i più rigorosi e meno vistosi del teatro contemporaneo, ha evocato con Grand Guignol e con La parigina di Henri Becque un mondo apparentemente lontano ma di risonanze assolutamente vicine per il grado di sofferenza e deprivazione sentimentale e sociale dei personaggi che vi si confrontano. La scabra, austera opera di astrazione da ogni tentazione naturalistica e da ogni esibizionismo autoriale fanno leva in Civica su una grande capacità di assistere gli attori chiedendo loro il meglio di sé, e non l’ovvio o il peggio.


Emiliano Morreale

Nato a Bagheria nel 1973, consulente per RaiCinema, ha lavorato come conduttore e autore di programmi per Rai Educational e Radiotre. Scrive su “Film Tv”, “Cineforum” e “Giudizio universale”. Ha pubblicato, dal 1995, i libri Tim Burton (Dino Audino), Lampi sull’isola. Nuovo cinema siciliano 1988-1996 (Edizioni della Battaglia), Sicilia fantastica. Racconti sul meraviglioso dal Novecento a oggi (L’ancora del mediterraneo), Ciprì e Maresco (Falsopiano), Mario Soldati. Le carriere di un libertino (Le Mani-Microart’s) e Lo schermo di carta. Storia e storie dei cineromanzi (Il Castoro). È consulente del Torino Film Festival.

La motivazione Ha dimostrato con un voluminoso e ricco saggio sull’opera letteraria, cinematografica e televisiva di Mario Soldati e sul “personaggio Soldati” (Le lettere), e con la sua attività di critico militante, come sia possibile coniugare acquisizioni diverse (filosofiche, letterarie, storiche, estetiche) nell’affrontare opere sia letterarie che cinematografiche, lontano dalla monocultura di stampo universitario e dalla superficialità di stampo giornalistico. E ha reso finalmente giustizia a uno dei personaggi più vivi del nostro Novecento, finora tra i più vituperati o sottovalutati.


Pietro Marcello


Nato a Caserta nel 1976, ha realizzato dal 2003 il cortometraggio Carta e Scampia e diversi documentari, tra i quali Il cantiere (vincitore del premio Libero Bizzarri nel 2004) e La baracca. Tra il 1998 e il 2003 ha collaborato alle attività cinematografiche del Damm di Napoli e ha realizzato il radiodocumentario Il tempo dei Magliari, trasmesso da Radiotre. È del 2007 Il passaggio della linea.

La motivazione Trentenne, autodidatta, partecipe di più esperienze di lavoro e di intervento “dal basso” a partire da Napoli, attento alla vita e cultura dei trascurati e dei perdenti ha dato con Il passaggio della linea un documentario di vera ispirazione poetica. I treni della notte, rifugio di marginali e pendolari, vi vengono narrati con sensibilità e con misura, come la parte nascosta di un’Italia, diurna ma non solare, che vuole ignorarla. È forse da documentari come questo che il nostro povero cinema può ritrovare giustificazione e linfa.


 

Canicola

La rivista è nata a Bologna nel 2004. Ha partecipato a diversi festival di fumetto europei (Lucerna, Amburgo, Helsinki) e collezionato collaborazioni con altre riviste come “Orang”, “Glomp, “Forresten”. Tra gli autori pubblicati: Gipi, Marko Turunen, Anders Nilsen, Chihoi, Yan Cong, Gregor Wiggert.

La motivazione Si occupa di illustrazione e fumetto, gestisce una rivista dallo stesso titolo e pubblica albi e libri (di Andrea Bruno, Amanda Vähämäki e altri) rinnovando la tradizione bolognese del fumetto e dando nuova vitalità a uno dei settori più interessanti della creatività contemporanea. Del gruppo fanno parte oltre ai citati Edo Chieregato, che ne è il principale organizzatore, Liliana Cupido, Davide Catania, Giacomo Monti, Giacomo Nanni, Michelangelo Setola, Alessandro Tota. È un gruppo aperto, un collettivo di liberi autori, che collabora volentieri con altri gruppi, come per esempio, sempre a Bologna, Hamelin.


 

Le Piagge

Nel 1994, con l’arrivo al quartiere fiorentino delle Piagge di don Alessandro Santoro, è iniziata l’esperienza religiosa e spirituale della Comunità di base la cui attività si concretizza in diversi progetti: animazione e gioco, recupero scolastico, doposcuola, introduzione al lavoro per i bambini e gli adolescenti; occasioni educative, di alfabetizzazione e inserimento scolastico rivolte a cittadini stranieri; progetti di inserimento lavorativo di giovani svantaggiati e a rischio sociale; realizzazione del giornale “L’Altracittà”; creazione di un Fondo etico e sociale, esperienza di autogestione del denaro a livello locale.

La motivazione Le Piagge è il nome di un quartiere fiorentino, molti abitanti del quale, sotto l’impulso di don Alessandro Santoro, hanno dato vita ad attività comunitarie di tipo pedagogico, assistenziale, religioso ma anche (per i conflitti obbligati con le autorità, in una città amministrata secondo interessi prevalentemente mercantili) di animazione politica e di pressione dal basso per la soluzione dei gravi problemi del quartiere e della città. Divulgata energicamente da Cristiano Lucchi, narrata in un bel volume di Francesca Manuelli, l’attività delle Piagge dovrebbe essere di modello a molte altre, nelle nostre città, poco o niente sensibili all’etica del “buongoverno” e ai concreti bisogni delle periferie.


Piergiorgio Giacchè

Nato a Perugia nel 1946 insegna Antropologia teatrale all’Università di Perugia ed è stato membro del comitato scientifico dell’International School of Theatre Anthropology dall’81 al ’91. È redattore de “Lo Straniero” e ha pubblicato, fra l’altro, Una nuova solitudine. Vivere soli fra integrazione e liberazione (Savelli), Lo spettatore partecipante. Contributi per un’antropologia del teatro (Guerini e Associati). Per L’ancora del mediterraneo ha curato l’antologia Opposizione e liberazione, dedicata ad Aldo Capitini e pubblicato L’altra visione dell’altro. Un’equazione tra antropologia e teatro. È del 2006 la ripubblicazione, in edizione aggiornata e ampliata, di Carmelo Bene. Antropologia di una macchina attoriale (Bompiani)

Premio Carmelo Bene A lui va il premio che dedichiamo ogni anno alla memoria di Carmelo Bene. Antropologo, studioso e critico del teatro contemporaneo, è il più appassionato e acuto cultore dell’opera di Carmelo, cui ha dedicato un saggio fondamentale, ora ristampato e aggiornato con il racconto degli ultimi tempi del Maestro. Le competenze scientifiche, la conoscenza del Salento, la frequentazione del “teatro di ricerca” e principalmente il lungo sodalizio con Bene lo predisponevano a un’opera degna del suo ispiratore.


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