Premio 2009 – Roma

Giuria

Presidente: Anna Branchi
Giurati: Maurizio Braucci, Goffredo Fofi, Vittorio Giacopini, Alessandro Leogrande, Roberto Magnani, Giulio Marcon, Ermanna Montanari, Emiliano Morreale, Maria Nadotti, Monica Nonno, Fausta Orecchio, Nicola Ruganti, Rodolfo Sacchettini, Paola Splendore, Cristina Ventrucci, Giovanni Zoppoli.

 

Premiati


Bianca Guidetti Serra, avvocato torinese, ha attraversato la storia italiana dal 1943 a oggi, a partire dagli anni della guerra partigiana e di un duro dopoguerra, come protagonista di mille battaglie per la giustizia dentro la storia sociale e politica del paese. Pioniera della storia orale, ha scritto con l’ausilio di Santina Mobiglia un bellissimo libro di memorie, Bianca la rossa (Einaudi), di recente pubblicazione. Personaggio ammirevole per coerenza e determinazione e apertura di orizzonti, si è in Italia tantissimi a doverle qualcosa, anche quelli che non hanno avuto il privilegio di conoscerla e frequentarla.

Salvatore Mannuzzu, giurista e magistrato, studioso e politico, preoccupato sempre, e partecipe in prima persona, dei destini della sua Sardegna e dell’Italia, è anche autore di alcuni tra i migliori romanzi della nostra letteratura recente, in particolare Un dodge a fari spenti sugli anni tra guerra e dopoguerra, Procedura sugli anni del terrorismo, e Un morso di formica, ma anche di acute e sofferte riflessioni culturali e morali, di studi specialistici, di analisi letterarie, di poesie, coscienza inquieta e interrogante dei dilemmi del nostro presente di profonda e vissuta religiosità.

Mimmo Paladino, notissimo come pittore e scultore, (anche cineasta con un bellissimo film su Don Chisciotte), un artista tra i più liberi e luminosi dell’Italia contemporanea, una figura di spicco affermatasi al tempo della transavanguardia e divenuta mondialmente celebre grazie a una inesauribile creatività e al dono della curiosità, a un continuo mettersi alla prova sperimentando forme e modi, tecniche e materiali nuovi, è tuttavia rimasto profondamente legato alla sua terra campana e ha saputo aprirsi ai problemi sociali e culturali dell’epoca con una disponibilità e una generosità sempre rinnovate.

Walter Siti si è affermato nel campo degli studi letterari con lavori di primaria importanza, soprattutto curando magistralmente la pubblicazione nei Meridiani di tutta l’opera di Pier Paolo Pasolini, e si è affermato come scrittore in proprio grazie a romanzi – centrali tra questi Troppi paradisi e Il contagio (Einaudi) – che hanno saputo scavare nei dilemmi centrali della mutazione economica, sociale, antropologica del nostro paese e, per estensione, del mondo contemporaneo. Pochi scrittori infatti colgono l’intimo di queste trasformazioni, e sanno farne opera d’arte con la creazione di vicende nuove e personaggi nuovi, esemplari e difficilmente dimenticabili.

Paolo Cognetti, milanese, è tra i giovani scrittori italiani (ha da poco superato i trent’anni) uno dei più attenti a sentire e narrare il disagio delle nuove generazioni e gli anni difficili dell’adolescenza di questi anni, di fronte a un contesto di incerta sostanza e di sicurezza precaria. È anche autore di documentari e inchieste sulla giovane letteratura statunitense, ma sono le due raccolte di racconti Manuale per ragazze di successo e Una piccola cosa che sta per esplodere (minimum fax) ad aver convinto del suo talento e del suo rigore, e della sua moralità di scrittore vero.

Teatro Sotterraneo, gruppo fiorentino formato da quattro giovani attori meno che trentenni – Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri e da un drammaturgo, Daniele Villa, è uno degli esempi più chiari di una nuova vitalità del teatro italiano, affidata a gruppi di giovani altrettanto originali inventivi come Muta Imago, Menoventi e altri. Attraverso ricerche e lavori come 11/10 in apnea, più o meno, Post-it, Suite, Dies irae… ha di mostrato di sapersi confrontare con le acquisizioni recenti di molte arti, con una propria originalità di visione, senza paraocchi ideologici ma dentro le contraddizioni e le preoccupazioni della loro generazione.

La casa editrice Iperborea, milanese, fondata e diretta da Emilia Lodigiani, agisce dagli anni ottanta per la diffusione in Italia della cultura dei paesi del Nord Europa, traducendo le opere più importanti di quella letteratura, anche le più lontane assieme a quelle classiche dell’Otto e Novecento, e seguendo con selettiva e competente attenzione i nuovi autori. Si parla molto di Europa, ma sono veramente poche le inziative italiane che davvero promuovono la conoscenza delle altre culture del continente, e Iperborea è tra le più rigorose e simpatiche, con la possibilità che ci ha dato di accostarci all’opera di scrittori di grandissimo rilievo, che forse non avremmo conosciuto altrimenti.

Redattore Sociale, agenzia giornalistica quotidiana on line di aggiornamento su quanto avviene nel nostro paese che riguardi i temi più scottanti del cattivo funzionamento delle istituzioni, dei problemi dell’immigrazione, delle carceri, della scuola, della sanità, di tutte le forme dell’emarginazione sociale, svolge una funzione di somma utilità per chiunque operi nel sociale e se ne interessi attivamente. È una fializione della Comunità di Capodarco, grazie in particolare a don Vinicio Albanesi che di quella è l’animatore più fedele, protagonista di un gran numero di iniziative e battaglie importanti, e di Stefano Trasatti, che con assiduità e competenza ne cura la quotidiana redazione.

Asinitas è il nome che si è dato un gruppo di giovani educatori alcuni anni addietro a Roma, riunito attorno a Marco Carsetti, Alessandro Triulzi, e Cecilia Bartoli e coadiuvato da molti altri operatori, con lo scopo di insegnare l’italiano ai migranti A partire dalle scuole intese come contesti educativi di accoglienza, conoscenza e ricerca, l’associazione ha allargato l’area del suo intervento a un lavoro di raccolta di narrazioni e testimonianze per la difesa e la denuncia dei soprusi di cui sono oggetto i migranti ma anche per promuovere modelli di intervento più sani e solidali. Le attività con i migranti sono sostenute dalla fondazione Lettera 27, dalla Tavola Valdese, dalla fondazione Charle Magne e dalla comunità cristiana di base di San Paolo che ospita la scuola con i rifugiati e i richiedenti asilo.

 

 

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