Archivio | Archivio 2016

Bestie di Cyop & Kaf

Emma Goldman, vita non accidentale di un’anarchica   

  Ci sono vite che esigono di essere raccontate, e vite che si dissolvono nella memoria di pochi. Le vite “biografabili” sono le cosiddette vite eccezionali, per grandezza, densità, mostruosità, o semplicemente perché non conformi alle regole della loro epoca. Evita Perón e Santa Teresa di Calcutta, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, ma anche Adolf Hitler e Pablo Escobar, re del narcotraffico colombiano.…
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Ahmed Ben Nessib

Said e “Orientalismo” 40 anni dopo

  Poco meno di quaranta anni fa (Orientalism è stato pubblicato da Routledge nel 1978 – e tradotto da Boringhieri nel 1991) Edward Said, palestinese, egiziano, americano, di ascendenza cristiana, arabo, sostenne che la contrapposizione “assoluta e sistematica” tra un Occidente “razionale, sviluppato, umano e superiore” e un Oriente “aberrante, sottosviluppato, inferiore” è falsa, ed è una delle cause della soggezione politica e delle tensioni del Medio Oriente, oltre che un fardello per i colonizzati di tutto il mondo, ovunque vivano.…
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Ahmed Ben Nessib

Il lavoro che non c’è (e che non ci sarà più)   

  È inutile nasconderlo, non torneremo più alla situazione pre-crisi, né per quanto riguarda l’occupazione, né sul piano delle opportunità di crescita e di nuovo sviluppo. Facendo una proiezione per i prossimi anni, basandoci su ciò che sta accadendo in questa tornata d’anno, le ipotesi più probabili sembrano indirizzarci verso un periodo prolungato di crescita del pil intorno allo zero, una stagnazione che certo non porterà la disoccupazione sotto la soglia del 10% (che riguarderà comunque oltre 2 milioni e mezzo di persone), né farà scendere la disoccupazione giovanile molto sotto il 40% (significa, con le condizioni attuali, oltre 600mila giovani nella fascia d’età compresa fra i 15 e i 24 anni ai quali si aggiungono oltre 900 mila persone con un’età compresa fra i 24 e i 35 anni).…
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lo_straniero_copertina_197

N. 197 – Novembre

Apertura

  • Noi in Toller di Danilo Montaldi
 

Persuasioni

  • Il lavoro che non c’è di Andrea Toma
  • A zonzo per Milano di Oreste Pivetta
  • I cauti cambiamenti di Torino di Giorgio Morbello
  • Welfare e mafie di Alessandro Colletti
  • CasaPound di Maddalena Gretel Cammelli
  • L’ambientalismo italiano a metà del guado di Marino Ruzzenenti
  • Visto da Seoul di Enzo Ferrara
 

Orizzonti

  • Said e “Orientalismo”, 40 anni dopo di Francesco Ciafaloni
  • Edward Said, una politica del sapere di Stefano Velotti
  • Premessa a Ground Zero di Edward Said incontro con Maria Nadotti
  • Il labirinto spagnolo di Jordi Borja
 

Arte e parte

  • Come va il mondo e altre poesie di Mend-Ooyo Gombojav
  • Parlare e scrivere in wolof di Boubacar Boris Diop incontro con Livia Apa
  • Ezra Pound nel suo contesto di Giorgio Agamben
  • Elogio dell’esitazione nel tradurre di Susanna Basso
  • Albania 1969 di Goffredo Parise
  • Quando Parise “rivoluzionarizzava” di Andrea Cortellessa
  • La poesia, oggi di Luca Lenzini
  • Quattro poesie di Giancarlo Consonni
 

Opere/giorni

  • Il Nobel a Bob Dylan di Vittorio Giacopini
  • Emma Goldman, anarchica di Maria Nadotti
  • Il volto raccontato da Patrizia Magli di Alida Airaghi
  • Patrizia Cavalli e Shakespeare di Paolo Bertinetti
  • Sam Kean e la decodifica del dna di Enzo Ferrara
  • Vita triste del figlio di Togliatti di Oreste Pivetta
  • I diciassettenni di Téchiné di Alessandro Leogrande
  • Il cinema di Pablo Larraín di Emiliano Morreale
  • Ricordo di Andrzej Wajda di Goffredo Fofi
La copertina di questo numero è di Stefano Ricci; le illustrazioni sono di Cyop & Kaf; i disegni in apertura di sezione sono di Oreste Zevola; il logo è di Mimmo Paladino.…
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Walter Chendi

A proposito di Heimat

  Quando parlo di Heimat (paese, luogo, terra natale), sento immediatamente una sorta di disagio, pur dovendo ammettere che altri mi inquietano di più, come per esempio la domanda per quanto ancora sarà vivibile il nostro pianeta. Prima di arrivare a pensare alla Heimat, mi vengono alla mente cose e pensieri collegati alla curiosità, alla nostalgia e alla solitudine: l’amore, la morte e ogni sorta di perché.…
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Binyavanga Wainaina, Nairobi, Kenia (Matteo Pericoli)

“Architettura impegnata” alla Biennale

  La quindicesima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (inaugurata a fine maggio e visitabile fino al prossimo novembre) porta un titolo di sapore marziale, da bollettino di guerra: Reporting from the front. Nello schizzo autografo che l’architetto cileno Alejandro Aravena, direttore di questa edizione, pone come effigie della mostra, vengono individuati ben quattordici “fronti di battaglia” con cui l’architettura si deve confrontare: ineguaglianze, sostenibilità, traffico, rifiuti, crimine, inquinamento, comunità, migrazioni, segregazione, disastri naturali, informalità, periferie, housing, qualità della vita.…
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